In Francia, il dispositivo delle affezioni di lunga durata (ALD) consente a milioni di pazienti di beneficiare di una copertura al 100% da parte dell’Assicurazione malattia per le cure legate alla loro patologia. L’elenco ufficiale, spesso chiamato « ALD 30 », raggruppa malattie croniche il cui trattamento è prolungato e costoso. Dal 2026, evoluzioni normative ridefiniscono i contorni reali di questa copertura, con conseguenze dirette sui rimborsi.
Cosa cambia per i pazienti in ALD con la riforma del 2026
La maggior parte degli articoli disponibili online presenta il dispositivo ALD come un’esenzione totale dal ticket moderatore. La realtà è più sfumata dall’entrata in vigore della riforma del 2026.
Ora, solo le cure strettamente legate all’affezione riconosciuta rimangono coperte al 100%. Le prescrizioni che non si riferiscono direttamente alla patologia ALD tornano ai tassi di rimborso di diritto comune: 65%, 30%, o anche 15% a seconda del servizio medico reso dal farmaco o dall’atto.
Per un paziente diabetico che consulta un dermatologo per un problema cutaneo non correlato al suo diabete, la consulenza sarà rimborsata al tasso abituale, non al 100%. Questa distinzione tra cure « in relazione » e cure « fuori affezione » esisteva già nei testi, ma la sua applicazione è diventata più rigorosa. Essa riguarda circa 14 milioni di pazienti in ALD sul territorio.
Un secondo aspetto di questa riforma entrerà in vigore il 1° ottobre 2026: 171 farmaci a servizio medico reso debole saranno declassificati, anche per i pazienti in ALD. In concreto, trattamenti finora coperti al 100% nell’ambito di un’affezione riconosciuta potrebbero uscire dal perimetro di rimborso se la loro efficacia terapeutica è ritenuta insufficiente.
Per consultare l’elenco delle malattie coperte e il dettaglio degli esami e trattamenti associati, è necessario fare riferimento ai testi normativi aggiornati dall’Assicurazione malattia, poiché il contenuto esatto del protocollo di cure dipende da ogni patologia.

ALD esente: quali affezioni figurano nell’elenco ufficiale
L’elenco detto « ALD 30 » in realtà comprende solo 29 affezioni dal ritiro dell’ipertensione arteriosa severa. L’appellativo storico è comunque utilizzato dall’amministrazione e dai professionisti della salute.
Le patologie coperte appartengono a diverse grandi famiglie:
- Malattie cardiovascolari: ictus invalidante, insufficienza cardiaca grave, malattia coronarica, arteriopatie croniche con manifestazioni ischemiche
- Malattie metaboliche ed endocrine: diabete di tipo 1 e di tipo 2, fibrosi cistica, malattie metaboliche ereditarie
- Neoplasie: tumore maligno, affezione maligna del tessuto linfatico o ematopoietico
- Malattie neurologiche e muscolari: forme gravi di epilessia, sclerosi multipla, paraplegia, morbo di Parkinson, morbo di Alzheimer
- Malattie infiammatorie e autoimmuni: artrite reumatoide, rettocolite emorragica, morbo di Crohn, spondiloartrite grave
- Infezioni croniche: infezione da HIV, epatiti croniche attive B o C
- Malattie psichiatriche: psicosi, disturbi gravi della personalità, disturbo bipolare
- Insufficienze d’organo: insufficienza respiratoria cronica grave, insufficienza renale cronica, esiti di trapianto d’organo
Accanto a questo elenco, esistono altre due categorie di ALD. Le ALD « fuori lista » coprono patologie gravi non elencate nell’elenco ufficiale ma il cui trattamento dura più di sei mesi. Le ALD per « polipatologie invalidanti » riguardano pazienti con più affezioni che, prese singolarmente, non figurano nell’elenco, ma la cui combinazione porta a uno stato invalidante.
Protocollo di cure e ruolo del medico curante nel riconoscimento ALD
L’ammissione in ALD non è automatica. È il medico curante che stabilisce il protocollo di cure, un documento che specifica i trattamenti e gli atti medici coperti al 100% a titolo dell’affezione riconosciuta. Questo protocollo viene poi trasmesso al medico consulente dell’Assicurazione malattia per la validazione.
Il protocollo di cure delimita precisamente il perimetro dei rimborsi. Qualsiasi atto medico che esce da questo quadro è rimborsato al tasso normale. È questa meccanica che rende la riforma del 2026 particolarmente sensibile: le prescrizioni complesse, frequenti nei pazienti con comorbidità, possono ora contenere sia righe coperte al 100% che altre al 65% o meno.
La durata del riconoscimento in ALD varia a seconda della patologia. Alcune sono concesse per un periodo limitato (generalmente da due a cinque anni) con possibilità di rinnovo. Altre, come le affezioni irreversibili, beneficiano di un riconoscimento a durata illimitata.

Resto a carico reale in ALD: cosa copre ancora la mutua
Anche con una copertura al 100%, il resto a carico non è nullo per un paziente in ALD. La partecipazione forfettaria di un euro per consultazione, le franchigie mediche sui farmaci e i trasporti sanitari, così come il forfait giornaliero ospedaliero non sono coperti dall’esenzione del ticket moderatore.
Gli onorari eccedenti praticati dai medici nei settori 2 o 3 rimangono anch’essi a carico del paziente. Uno specialista consultato nell’ambito di un ALD può perfettamente fatturare un eccesso che l’Assicurazione malattia non coprirà, anche se l’atto figura nel protocollo di cure.
Una mutua sanitaria complementare rimane necessaria per assorbire queste spese residue. I contratti « responsabili » coprono generalmente il forfait giornaliero ospedaliero senza limitazione di durata e una parte degli onorari eccedenti, ma i livelli di garanzia variano considerevolmente da un ente all’altro.
Con il declassamento programmato di 171 farmaci a servizio medico reso debole a partire da ottobre 2026, alcuni pazienti in ALD dovranno verificare se la loro mutua copre questi trattamenti o se il costo ricadrà interamente sul loro budget personale. I contratti di salute complementare non coprono tutti i farmaci declassificati, e la lettura attenta delle condizioni generali diventa un esercizio meno teorico di prima.



